Enoteca Qui di seguito sono riportati alcuni suggerimenti su:
come il vino si abbina alle pietanze
tenendo conto del tipo di piatto
dell'occasione, della stagione.

Cosa bisogna fare e cosa è necessario evitare
per valorizzare il vino che presentiamo ai
nostri ospiti.

Gli abbinamenti con il cibo possono essere:
Abbinamento di Valorizzazione
Abbinamento di Circostanza
Abbinamento di Stagione
Abbinamenti Sconsigliati
Abbinamenti da Evitare



Abbinamento di Valorizzazione



Esiste un abbinamento,
definito di ‘valorizzazione’,
che mira a mettere in rilievo
le caratteristiche di un piatto,
di un vino o di entrambi.

Nel primo caso il vino avrà personalità
non particolarmente spiccata e
non dovrà essere molto ricco di profumi;
nel secondo caso sarà la preparazione a mancare
di caratteristiche molto marcate;
nell’ultimo, senza dubbio il più difficile, il vino non dovrà
sminuire le caratteristiche salienti del piatto,
ma neanche il piatto dovrà sminuire
il vino che l’accompagna.

Naturalmente, è sempre possibile cimentarsi
in nuovi abbinamenti,
sperimentando e valutando proposte originali,
sempre aperti a nuove e interessanti esperienze.
il Barolo con il brasato;
Orvieto o Verdicchìo dei Casteliì di Scsi
per gli spaghetti con cozze e vongole.



Abbinamento di Circostanza



Gli scrittori dell’arte del bere danno molta importanza
alla scelta del vino per le diverse occasioni,
perché un pasto senza vino
s è come un ballo senza orchestra.

Aperitivo

Gli americani preferiscono un cocktail
o Whisky con soda e ghiaccio.
I francesi amano il Pernod o lo Champagne
Gli inglesi lo Sherry.
Gli italiani, per stimolare l’appetito,
gradiscono spumanti secchi o vini bianchi secchi,
freschi di acidità, abbastanza morbidi,
con aromi di frutta a polpa bianca,
giustamente caldi di alcol,
da servire a una temperatura di 8°C.
Rientrano in questa categoria:
il Gavi, il Terre di Franciacorta bianco,
il Collio Pinot bianco
o il Verdicchio dei Castelli di lesi.


Pasto

Se si sceglie come accompagnamento alla pietanza
un vino della stessa regione,
che abbia caratteristiche organolettiche
in armonia con quelle del cibo che sarà servito
si evitano sorprese.
Per i piatti più importanti e succulenti,
come il brasato o la fiorentina è il momento
di proporre vini come il Barolo
o il Brunello di Montalcino.
Vale la pena in queste occasioni di curare
la forma controllando la temperatura di servizio
magari facendo decantare il vino.


Gite fuori porta

I migliori sono i vini leggeri come:
Muller Thurgau dell'Alto Adige
o il Sylvaner.


La sera con gli amici

Sono sempre meno i momenti piacevoli.
Quindi per valorizzarli è bene usare i vini
con carattere, che si distinguono e
si assaporano lentamente.
Tra questi il Moscato rosa,
il Picolit del Friuli, il Vin Santo toscano,
la Vernaccia di Oristano, il Moscato di Noto,
un ottimo Marsala.
Con il Grana e pane torsato saranno graditi.


Per le feste

Per "Vino da Festa" normalmente si
pensa allo Spumante e non a torto
visto che si tratta di un vero e proprio vino.


L ‘Italia vanta in questo settore prodotti di pregio
che possono accompagnare tutto il menù
dall'aperitivo al dessert
oppure essere usati come ingredienti
per cocktail e long drink.



Abbinamento di Stagione



Gli abbinamenti tradizionali come per esempio:
il brasato con il Barolo,
la fiorentina con il Chianti classico,
gli spaghetti alle vongole con
il Verdicchio dei Castelli di Jesi,
sono i più sicuri
perché costruiti semplicemente
tra cibi e vini dello stesso territorio di origine.

Importante comunque osservare che
negli ultimi venti a anni
la gastronomia si è sensibilmente evoluta,
e anche le ricette regionali sono state rivisitate
in modo da ottenere
piatti più adatti allo stile di vita odierno.

Ecco perché non sempre gli abbinamenti
proposti in passato sono ancora validi.
Certo, la scelta del vino può
essere legata alle stagioni.

La cucina invernale e autunnale è
caratterizzata da piatti ricchi di grassi,
con salse e sughi elaborati a cui
si adattano bene vini maturi,
strutturati, dotati di un titolo alcolometrico
piuttosto elevato e di corpo,
e serviti a temperatura ambiente;
è il caso, per esempio, del Barbaresco
o del Valtellina Superiore.

La cucina della stagione calda è invece
caratterizzata principalmente da piatti freddi,
conditi con sughi leggeri.
Con questi piatti si abbinano bene vini
preferibilmente bianchi,
giovani e spesso frizzanti,
non particolarmente strutturati,
dotati di un titolo alcolometrico non elevato
e serviti decisamente freschi;
uno per tutti, il Prosecco di Vaidobbiadene.



Abbinamenti sconsigliati:



Con i piatti contenenti abbondanti quantità di aceto,
come il pesce in carpione,
o qualsiasi insalata condita con aceto o limone.
Niente vino nemmeno con il tonno sott’olio
e con gli altri pesci in scatola,
come sardine e sgombri: se proprio si vuole,
si può scegliere un bianco neutro e di buona acidità,
come un Gavi o un Trebbiano d’Abruzzo o di Romagna.
Anche la frutta particolarmente acida,
come pompelmo, ananas e arancia,
niente vino.
Il cioccolato nei dolci di fine pasto,
(mousse o una charlotte al cioccolato)
si possono abbinare ad un Asti spumante o
con un Moscato d’Asti tranquillo.



Abbinamento da Evitare



Grazie alle molteplici varietà di vini esistenti,
è spesso possibile trovarne più di uno,
che possa abbinarsi con un determinato piatto.

Bisogna valutare attentamente il menu.

Verdure come i carciofi, gli spinaci,
i finocchi e gli asparagi,
se cucinate opportunamente e usate come contorno,
possono essere abbinate ai vini
bianchi giovani, morbidi
e discretamente freschi di acidità.
I carciofi, infatti, contengono una sostanza
dal sapore amaro che altera il gusto dei vini.

Con i piatti delle cucine
africana, sudamericana, medio orientale,
nonché tutti i piatti indiani
normalmente il vino non si abbina.
Con questi cibi conviene bere
le bevande come il tè o il sakè.
Se si volesse tentare di accompagnarvi un vino,
è preferibile orientare la scelta verso quelli bianchi,
aromatici, caldi di alcol e freschi di acidità,
come l’Alto Adige Traminer o il Collio Sauvignon.